
Il saluto della Villa
Il secondo dei principali eventi in chiave GAUDEAMUS registrò nuovamente la partecipazione delle grandi occasioni, ma questa volta, per la prima volta, al di là del grande piacere di ritrovarsi, l’incontro fu segnato da una vena di tristezza.
Era già maturata, infatti, la decisione da parte dei Fratelli delle Scuole Cristiane di vendere l’immobile. Beh… chiamarlo immobile per noi è stato sempre molto difficile. È un termine che suona asettico, da agenzia di intermediazione, serve a connotare qualcosa che è oggetto di una compravendita. La Villa era la nostra casa, non un immobile.
Noi Villici, per l’occasione dotati di feluca e anche di mascherina, in quando ci trovavamo in pieno Covid, risalimmo via Villa della Regina a gruppi, come avevamo fatto per anni chissà quante volte, tra canti e cori. Ma in quel giorno non potemmo non pensare che quella era forse l’ultima volta.



Anche in quella occasione e Fr. Igino non sapeva nulla dell’iniziativa e fu colpito dall’entusiasmo e dall’affetto che lo investì. Gli fu consegnata la Feluca d’Oro e lui, prima affacciato con i suoi ragazzi ad ascoltarlo e applaudirlo sul piazzale, poi giù in mezzo alla folla, tenne banco come al solito, dispensando ottimismo nella usuale forma di potenti badilate sulle spalle di tutti noi.
Le fotografie di quella giornata, pur se con i volti semicoperti dalle mascherine, resteranno per tuti noi un ricordo indelebile.